mercoledì 31 dicembre 2008

Caballos Azules y Placido

L'amico Enrico ha pubblicato su Pazzo per Repubblica questo mio pezzo.
Questo post potrebbe intitolarsi anche Elogio del motore e di internet perché è un ringraziamento a chi ha inventato i motori di ricerca e a chi ha deciso di implementarne uno - interno - sul sito di Repubblica, oltre che un omaggio alla Rete che tutto avviluppa. Da tempo mi frullava nella testa un aneddoto che ricordavo di aver letto tanti anni fa in un pezzo di Beniamino Placido (ho già confessato di sentire, profondamente, la sua assenza dalle pagine del nostro giornale). Ho provato diverse volte a cercarlo tra i faldoni di ritagli, ma inutilmente. So di averlo conservato, come tutti i suoi pezzi, ma il recupero richiederebbe giorni. O pochi minuti con il motore di ricerca interno del sito di Repubblica. Ho avuto solo qualche problema perché mi ricordavo il colore sbagliato. I cavalli dell'aneddoto raccontato da Placido non erano infatti verdi, bensì blu. Spero che siate sufficientemente curiosi da andarvi a cercare l'articolo (intanto mi autocomplimento ­ - sorry ­ - per il fatto di ricordarmi di un pezzo pubblicato quindici anni fa: è segno di una profonda passione per il buon giornalismo). E poi c'è internet.
Sfogliando un'agendina di molti anni fa, come spesso accade alla fine di ogni anno, mi sono imbattuto in un trafiletto di una manciata di righe con una citazione che mi era sembrata allora (e ancora mi sembra oggi) molto azzeccata. Eccola: "Per di più io studiavo filosofia e lettere antiche, materie considerate divinamente inutili, anche se sarebbe il caso di rileggere la lezione di Abraham Flexner sull'Utilità della conoscenza inutile". Non mi pareva appartenere a un pezzo di Repubblica, così ho cercato su Google che mi ha restituito la fonte corretta: era un articolo di Ralph Dahrendorf, apparso su Repubblica del 10 giugno 2000.
Adoro la conoscenza considerata inutile.

lunedì 29 dicembre 2008

El invierno del descontento

sive Dies Alliensis. Giorno da dimenticare. Il sito di ALIBI è momentaneamente fuori uso per ragioni "tecniche". Notte insonne per il timore che capitasse quello che puntualmente si è verificato. In Italia si riesce a essere puntuali solo quando non è il caso. Da parte mia, per sbadataggine e nervosismo, ho fatto cadere il tappo del serbatoio dell'olio dentro il motore e non c'è stato verso di recuperarlo. In compenso la dolce metà si è scordata di lasciare le chiavi della macchina al meccanico. Che però è riuscito comunque a recuperare il tappo, togliendo il pianale sotto il motore. Ovviamente non "a gratis". Sarebbe stato meglio rimanere a letto. Ma all'una e un quarto ero già davanti al computer.
E' l'inverno del mio discontento.

Son le 4 e mezza ormai...

...non ho voglia di dormir, accidenti che farò?! Belpais aggiornerò! Ecco in anteprima i titoli di apertura del País di oggi.
PS: alle 4.30 mi arriva la newsletter di Feltrinelli.

domenica 28 dicembre 2008

Yo soy Calvinista

...y Hobbesiano tambien. Il Domingo di oggi riporta una bella vignetta di Calvin & Hobbes dedicata all'arrivo del nuovo anno. Nihil novum sub sole, diceva Qohelet.

sabato 27 dicembre 2008

Ismi e semi-ismi

Da qualche tempo cerco di aggiornarmi su quanto capita in America Latina e in particolar modo in Argentina, non fosse altro che per capire dove stiamo andando a finire e cosa ci aspetta. Ho quindi letto con una certa attenzione l'opinione di Juan José Sebreli sul País di oggi (in versione bianco e nero, tranne la prima e l'ultima pagina, forse per lo sciopero dei dipendenti). L'analisi sulla genesi, sull'evoluzione - sulle evoluzioni - e sull'attuale crisi del peronismo mi pare convincente. Un particolare tipo di peronismo è il kirchnerismo, incarnato dagli ultimi due presidenti argentini, il precedente e l'attuale, marito e moglie. Sebreli lo definisce semibonapartismo, differenziandolo dal bonapartismo per la mancanza di appoggio da parte delle alte sfere della chiesa, dell'esercito e della polizia. E poi aggiunge: "Es improbable que ese semibonapartismo devenga en semifascismo o semicastrismo a la manera de Chávez". Interessante questo articolo, ma forse troppo generoso di -ismi e -semi-ismi.

mercoledì 24 dicembre 2008

Marengo Ersatz

Stamattina dovevo passare da Marengo, non fermarmi a Cernusco. Hoc erat in votis. E invece. E invece eccomi qui a lavorare anche in questa vigilia, esattamente come in quella degli ultimi anni. Non è un bel segnale, ma da un certo punto di vista, poteva andare peggio.
Ma Marengo rimane nel mio cuore e allora mi sono regalato un Ersatz, ovvero un surrogato. In realtà l'ho comprato qualche settimana fa a Parigi. Stasera passo dal corniciaio a ritirarlo. Spero che abbia fatto un buon lavoro.

lunedì 22 dicembre 2008

Valdostana mobile

Che piaccia o no (a me), sono un mobile worker. In perenne stato di mobilità e di instabilità economica. Tra i pochi aspetti positivi c'è quello di mangiare dove e quando preferisco, anche se nel prossimo futuro questa libertà subirà de facto forti limitazioni. Non ho quindi perso occasione oggi di fermarmi in uno dei miei due bar preferiti, quello di Milano, per mangiare qualcosa dopo l'ennesima visita all'OdG. Ho scelto una piadina valdostana, in attesa della quale ho controllato la posta elettronica con il portatile. Non il mio. Da vero mobile worker, infatti, non ho ancora un dispositivo che mi consenta di rimanere aggiornato ovunque mi trovo. Devo scroccare il notebook con scheda Hsdpa a chi ha alle spalle un'azienda più florida della mia. Io alle spalle ho solo lupi cattivi.
Ma Cappuccetto ha il pizzetto e le mutande di ghisa.

sabato 20 dicembre 2008

Entrevista doble

Coincidenza casuale, oggi (anche se le coincidenze non esistono. Come del resto non esiste il caso: lo insegna il vecchio maestro di kungfu all'allievo Panda...). Per la prima e seconda volta in assoluto vengo intervistato su ALIBI e che succede?! Entrambe le interviste escono lo stesso giorno.
Stamattina è stata pubblicata infatti, sul sito di La Poesia e lo Spirito, l'intervista fattami da Marino Magliani. La potete leggere qui.
La seconda, invece, l'ho registrata venerdì mattina fuori dalla redazione (ma non di ALIBI...) ed è andata in onda poco dopo mezzogiorno di oggi durante la trasmissione Onde Road. In effetti più che un'intervista è una piacevole chiacchierata col giornalista di Radio Popolare Claudio Agostoni, avente per tema la bella mostra sul faraone Akhenaton che ho visto a Ginevra.
Tutto sommato, quindi, nonostante il cazziatone della voce sensuale (che peraltro ha deciso di rimanere muta), il viaggio in Svizzera posso archiviarlo nella cartella da ricordare.

mercoledì 17 dicembre 2008

La mia prima tredicesima

No, non fraintendete: non l'ho presa; l'ho data. Io infatti non ho mai assaporato il brivido che deve dare il ricevere la tredicesima mensilità (figurarsi l'orgasmo della quattordicesima). Però da datore di lavoro ligio ai suoi doveri, oggi ho pagato la mia prima tredicesima. Poca cosa, in fin dei conti. Ma molto più di zero.

martedì 16 dicembre 2008

Pasado que vuelve

Ho smesso di credere alle magnifiche sorti e progressive almeno vent'anni fa. Tutto sommato, però, continuo a coltivare l'illusione che ci sia un fine nella storia o almeno nella mia. Non UNA fine ma UN fine, alla faccia di Fukuyama e soci.
Oggi è tornato a galla un relitto del mio passato che non si decide a passare, che anzi si ostina a tornare: pasado que vuelve. Questa foto risale all'Oktoberfest del 2003. Paragonandola a un'ipotetica immagine scattata ora, alcune differenze mi saltano agli occhi. Ho cambiato gli occhiali, non porto più l'orologio (da quando si è rotto il cinturino di quello che ho nella foto), ho tolto l'anello del potere per l'operazione alla mano e ancora non ho rimesso la fede che allora non avevo.
Solo gli osservatori più acuti si accorgeranno che nella mia pinta non c'era birra bensì acqua. La cameriera era talmente stupita che dovetti ripeterle diverse volte Wasser! prima di convincerla.
I passi indietro sono solo per prendere la rincorsa...

lunedì 15 dicembre 2008

Le calze di Basilea

Giorni intensi quelli appena trascorsi e i prossimi hanno tutte le carte in regola per esserlo ancora di più. Come spesso accade, la fretta spinge a commettere leggerezze se non errori. Preparando la valigia pochi minuti prima di partire per Basilea, per esempio, mi sono scordato di infilarci le calze e le mutande. Mi ricorderò i minuti passati col phon in mano nel bagno dell'Hilton ad asciugare gli slip lavati nel lavandino.
Come regalo di Natale, vi evito la foto delle mie calze a colori, sostituendola con le nere autoreggenti della modella di un noto spot televisivo. Vi sembrerà una scelta casuale, ma non lo è. In viaggio ho infatti conosciuto la ragazza che le presta la voce in questo spot. Abbiamo discusso del potere della voce e del logos, trovandoci a volte d'accordo, a volte su posizioni differenti e distanti. Finché una mia battuta - del tutto innocente e lapalissiana - mi ha meritato un sonoro cazziatone. La voce si è fatta sentire...

martedì 9 dicembre 2008

Penne alla cazzilla

Ricetta veloce, da realizzare con quello che si ha in frigorifero. Le dosi si intendono per una persona (più precisamente per un aspirante giornalista pubblicista).
- olio q.b.
- piccolo scalogno
- manciata di olive nere snocciolate
- manciata di capperi
- bicchiere di salsa della suocera
- 1 etto di penne rigate
Preparazione: fate il soffritto (senza farlo bruciare, ma questo lo sanno anche i collaboratori editoriali), unitevi la salsa, portate a cottura al dente la pasta e mescolate il tutto con abbondante parmigiano reggiano.
La ricetta è più apprezzabile in fase di rilassamento (più o meno come tutto il resto).
PS: se qualcuno vuole intravedere nel titolo di questo post una larvatissima critica alle procedure di riconoscimento dello status di giornalista pubblicista, è affar suo.

domenica 7 dicembre 2008

Argentina a Ponente

La cosa più bella che si possa fare a Diano Marina è la passeggiata che porta a Imperia. Mi piace il paesaggio mediterraneo e il lungo percorso è l'ideale per pensare e fare progetti sul futuro. Ogni volta che ci torno mi ritrovo a fare considerazioni sulle tappe della mia carriera, sui pochi passi in avanti e sui numerosi stop.
Ma non è di questo che vorrei parlare. Oggi ho notato una novità sul lungomare di Imperia: la statua in memoria di Manuel Belgrano "creatore della bandiera argentina". Devono averla messa da poco perchè non l'ho mai vista prima. Curiosamente un altro particolare mi ha fatto pensare al paese sudamericano: nella rubrica delle lettere di Repubblica ho letto il commento della signora Norma Nascimbene de Dumont dell'Ambasciata d'Argentina riguardo le affermazioni del ministro Tremonti sul rischio di finire "come l'Argentina".
Al bar dove abbiamo mangiato un panino c'erano dei maghrebini e a un altro tavolo degli albanesi. Pensavo al Mediterraneo dei secoli scorsi, luogo di incontri e di scontri. E riflettevo che in fondo non è cambiato molto. La gente si muove ancora per gli stessi motivi: lavoro, turismo, amore...
E allora ho mandato un sms in Cameroun per fare gli auguri di buon santambrogio a una che l'ha combinata grossa e poi mi ha chiamato Jac per dirmi che vedrà di trovare spazio per una mia recensione "parigina".

sabato 6 dicembre 2008

Tra Marengo e Pata Negra

Mettete due ore di coda sulla tangenziale est di Milano. Aggiungete un'altra ora di viaggio verso la Liguria e immaginatevi un urlo smorzato a pochi chilometri dalla deviazione verso Ventimiglia: "Saul: è successa una cosa brutta!!". La mia immaginazione corre a briglie sciolte, fino a stopparsi bruscamente al proseguimento della confessione: "ho dimenticato le chiavi a casa!". Sì: le chiavi della casa al mare che ci prestano per questo weekend. Può crollare il mondo, ma la mia visita rituale all'area di servizio di Marengo Nord non può essere compromessa per nulla al mondo. Così proseguo per alcuni chilometri fino alla meta e ci fermiamo a cenare, in un clima freddo: fuori c'è la neve, dentro c'è un ovvio nervosismo. Sbrigato il veloce pasto, giriamo la macchina e torniamo a casa. Il viaggio in Liguria è rimandato al giorno dopo (che poi sarebbe oggi).
Flash forward: a pranzo mangiamo un panino in un'enoteca di Diano Marina. Io scelgo del crudo pata negra come companatico, a cui chiedo di abbinare un bicchiere di tinto spagnolo. Purtroppo il rosso della lista non c'è, così devio verso un "nostrano" Nero d'Avola. Non fa freddo come in Brianza, ma non siamo in Florida. All'ombra si gela.

giovedì 4 dicembre 2008

L'anima del commercio

La mia prima pubblicità di ALIBI. La trovate su Facebook.

Nel posto sbagliato

In una di queste due immagini un componente della famiglia Berlusconi è fuori posto. Scoprite in quale...

immagine n. 1

immagine n.2

mercoledì 3 dicembre 2008

Una pica en Flandes

Devo averlo già detto: uno dei piaceri a cui mi abbandono con maggior godimento è la ricezione della posta, soprattutto quando si tratta di plichi contenenti libri.
Oggi, per esempio, ho ricevuto - direttamente dalla casa editrice madrilena - il volume Una pica en Flandes di Fernando Martínez Laínez (edito da Edaf). Il sottotitolo è esplicativo: La epopeya del Camino Español. Tratta di storia spagnola ed europea, della Guerra dei Trent'Anni, del Cammino Spagnolo, ovvero del percorso che seguivano gli eserciti imperiali per raggiungere la provincia delle Fiandre.
In spagnolo (l'ho appena scoperto e ora lo rivelo a voi, miei dodici lettori) la frase poner una pica en Flandes indica un'azione particolarmente complessa. Ai tempi della Guerra dei Trent'Anni, infatti, la monarchia spagnola era gravata da un bilancio fuori controllo per le spese militari e le era quasi impossibile pagare altre truppe da inviare nella provincia ribelle. Pica, la picca, è metonimia per soldato.

martedì 2 dicembre 2008

Nous étions à Austerlitz

Giornata campale quella di oggi. Non posso dire di aver vinto la battaglia dei Tre Imperatori: mi accontento di aver fatto progressi tattici che, spero, mi permetteranno di sviluppare al meglio la mia strategia.
La nebbia si sta diradando. Et voilà le soleil d'Austerlitz!

lunedì 1 dicembre 2008

Moderato andato

Come si trattasse dell'apertura dei mercatini di Natale o del rigore di questo epilogo d'autunno, il TG1 ha dato veloce notizia della nuova avventura di Magdi Cristiano Allam: ha fondato un partito con il quale si presenterà alle prossime elezioni europee.
Il nome è già abbastanza programmatico - Protagonisti per l'Europa Cristiana - tuttavia vale la pena elencare qui i principali punti dell'agguerrito manifesto politico:
- no all'aborto
- no al divorzio
- no al matrimonio gay
- no alla ricerca sugli embrioni umani
- no all'eutanasia.
A ben vedere, però, si tratta di un programma fin troppo moderato che aumenterà la concorrenza al famoso (famigerato) centro. Il buon Allam non ha osato andare fino in fondo. Propongo dunque di modificare il programma con delle aggiunte indispensabili:
- no al voto alle donne
- no alla patente alle donne
- no alla libertà di stampa
- no alla libertà di confessione religiosa
- no alla Germania e all'Inghilterra in Europa
- no a San Marino in Italia
- no all'autostop
- no alle scarpe da tennis in chiesa
- no ai matrimoni tra non vergini
- no al matrimonio tra scorpioni e gemelli
- no agli ombrelli colorati
- no alla free press
- no a Giorgino al TG1
Altri punti sono al momento sottoposti al vaglio della speciale commissione esaminatrice, qui riunita per valutarne appunto la liceità.

Didascalia: Allam è quello a destra...

venerdì 28 novembre 2008

Vides ut alta stet

Purtroppo dalla finestra del mio studiolo (che non assomiglia per niente a quelli di Federico da Montefeltro e di Isabella d'Este) non vedo il Soratte, immortalato da Orazio sotto una coltre di neve. Ben più modestamente scorgo una montagnetta di terra smossa non so ancora per quale motivo. Ma già temo.
Per alzare il livello del post, cito l'articolo in cui l'ottimo Rumiz ricorda il celebre "riconoscimento" tra Patrick Fermor (autore di Mani, resoconto di un viaggio nel Peloponneso) e il generale tedesco Heinrich Kreipe, durante la seconda guerra mondiale. "Riconoscimento" nel senso che quando quest'ultimo citò l'incipit dell'ode oraziana, Fermor gli andò dietro nella recitazione comprendendo che quello che avevano in comune, ovvero la cultura classica, poteva fungere da ponte per superare le divisioni di parte.
L'articolo potete leggerlo qui.

giovedì 27 novembre 2008

Luttwak il bizantino

A Parigi ho comprato due libri sulla storia dell'impero bizantino. Il primo si intitola L'iconoclasme byzantin ed è opera di André Grabar, il secondo invece è La chute de Constantinople 1453 di Steven Runciman. Due classici.
Poi stamattina, mentre spulciavo i giornali accumulatisi durante il soggiorno parigino, mi sono imbattuto in un interessante articolo di Claudio Gatti su Edward Luttwak, pubblicato sul Sole 24 Ore di domenica scorsa.
Conosco Luttwak soprattutto per l'imprescindibile saggio La grande strategia dell'impero romano che ho studiato durante la preparazione della tesi su Masada. Numerose volte l'ho visto in televisione, chiamato a esprimere il suo punto di vista su questioni di geopolitica e attualità. Giudizi spesso spigolosi, che raramente ho trovato condivisibili. Io e il Professore abbiamo due visioni del mondo e in particolare del ruolo degli Stati Uniti decisamente differenti. Ma è normale.
Meno normale - lo leggo nell'articolo di Gatti - è stato ritrovare il suo nome nelle carte dell'inchiesta su Tavaroli. Mi sono tornati in mente i due libri su Bisanzio leggendo la definizione di "iconoclasta" che spesso viene attribuita a Luttwak. Non solo. Ecco come risponde Tavaroli alla sorpresa del Gip di Milano, a cui ha appena dichiarato che il Professore era sul suo libro paga.
Tavaroli: Io ho avuto casi di gente che, in questo mondo della sicurezza privata, lavorava per tre. E uno anche celebre: Edward Luttwak...
Gip: Questo mi sorprende. Sono un appassionato lettore dei libri di Luttwak.
Tavaroli: No, è un bravissimo professore, ma è...bizantino...
(e poi spiega i vari passaggi di informazioni veicolate da Luttwak).
Sotto l'articolo viene pubblicata un'intervista dello stesso Gatti a Luttwak, questa volta più reticente - e ancora meno convincente - del solito. Forse è meglio ritornare alla lettura della Grande strategia dell'impero romano. Gli studiosi "in trasferta" spesso fanno figure barbine...

mercoledì 26 novembre 2008

Perdiamo la synkrisis

No, non è una brutta parola. E' il termine tecnico con cui gli autori greci definivano il confronto, il paragone, tra due entità, persone o cose. Celebri sono quelle che Plutarco ha inserito alla fine delle sue biografie parallele (almeno a molte di quelle che ci sono pervenute; gli studiosi dibattono, per esempio, sull'assenza della synkrisis nella coppia di Vite di Alessandro e Cesare).
Mi è subito corso alla mente questo vocabolo confrontando la giornata di oggi a quella di ieri. Le foto che pubblico illustrano perfettamente - io credo - la schiacciante vittoria di Parigi e della cultura di respiro europeo sulla Brianza. Ma giudicate voi...

Cous cous dalle parti dell'Imarabe, Parigi.

Panino al Globo, Busnago.

Prima pagina del Pais di ieri.

Prima pagina del Giornale di Vimercate.

martedì 25 novembre 2008

lunedì 24 novembre 2008

Good news from Cameroun

Testina, questa volta l'hai combinata grossa! Sarà stato il sole, sarà stato il mare, sarà stata la distanza da casa, ma questa volta l'hai combinata grossa! E mo che ti regalo? Un abbonamento ad ALIBI?
:-)

domenica 23 novembre 2008

Nosotros estamos aquí

A Parigi fa un freddo becco e piove. Anzi: un paio di ore fa nevicava! Ma Parigi val bene una tormenta. La mostra su Napoleone e l'Egitto all'Institut du Monde Arabe è niente meno che spettacolare. Martedì tornerò a visitarla.

Il ballo della zizzania


Ieri sera abbiamo assistito a una performance di danza (ma non solo) al Théâtre du Lierre di Parigi. Prima dello spettacolo vero è proprio, nel risto-foyer del teatro, quattro ballerine si sono esibite in una curiosa forma di danza. Eccone un breve filmato.

venerdì 21 novembre 2008

Reducir a manteca

Non si finisce mai di imparare. E' questo il bello della vita. Ieri sera insegnavo a due fanciulle il segreto (di pulcinella) della mantecatura. E oggi, preparando il risotto che vedete nella foto, mi sono tornate in mente le parole di ieri sera, compresa la risposta di una delle due ragazze (per il rispetto della cui privacy chiamerò con un nome di fantasia: amica di Vania) all'invito a gustare il risotto alle verdure: "no grazie, l'ho mangiato già lunedì...". Io non avrei mai risposto così e la riprova è che proprio stasera ho cucinato il risotto. Per banalizzare al massimo: esistono gli appassionati di pasta e chi invece preferisce il risotto. Io appartengo a questo secondo gruppo.
Dicevo delle inesauribili lezioni che apprendiamo ogni giorno, spesso in modo molto curioso. Io per esempio ignoravo totalmente che il verbo mantecare deriva dalla parola spagnola manteca che significa "burro". Allora ho cercato un po' in rete e ho trovato questa spiegazione:
Sul perché si dica mantecare, ci sono molte versioni. La più verosimile fa riferimento alla fabbricazione del burro. Come il burro, che secondo il sistema tradizionale si otteneva sbattendo la panna in un recipiente cilindrico verticale (la zangola), tenuto al fresco, fino a quando si rassodava, anche il gelato si otteneva tanti anni fa sbattendo la miscela in un recipiente cilindrico verticale, immerso in ghiaccio e sale. Il burro, in spagnolo, si chiama manteca e resta da vedere come mai si sia usata una parola spagnola per un prodotto così italiano.
Ci è forse arrivata dalla Spagna, dove pure hanno una antica tradizione gelatiera ereditata, anche lì, dagli Arabi, come in Sicilia, o forse il vocabolo è arrivato ai nostri gelatieri, del meridione o del lombardo veneto, attraverso la dominazione Spagnola?
mantecatori verticali sono quelli con i quali è nato il moderno gelatiere artigiano, finalmente affrancato dal problema del ghiaccio e sale, e della necessità di spatolare di continuo via dalle pareti del vaso la miscela che gelando, si trasforma in gelato. Nel primo mantecatore verticale, brevettato nel 1927 dal bolognese Otello Cattabriga, un coltello che si muove verticalmente lungo la parete interna del vaso di mantecazione, riproduce l’azione di “stacca e spalma” fino a quel momento eseguita dal gelatiere, a mano, con una lunga spatola di legno.
La citazione viene da qui. Spero che a Cristina non dispiaccia; per ora la ringrazio.

giovedì 20 novembre 2008

La leche de la noche

Meno di un'ora fa, nel solito hotel dalle parti di Centrale, parlavo con un'amica (per rispetto della cui privacy chiamerò con un nome di fantasia: Vania) dei nuovi distributori di latte che almeno qui in Brianza si stanno diffondendo, pare come funghi, visto il successo che incontrano. Tornando a casa mi sono fermato a prenderne un litro per la colazione di domani e mi è venuto in mente il gustoso (...) titolo che ho dato a questo post. Di suo la parola "leche" (si noti che è femminile) mi riporta al breve soggiorno madrileno della fine dell'anno scorso, quando il figliol sadico sfrugugliava i cabasisi in attesa che il cameriere portasse il biberon pieno, appunto, di leche. Sempre troppo caldo. O calda, che dir si voglia.

Decadenza della Terza

Riporto qui sotto il post che ho scritto ieri notte per PazzoPerRepubblica, invitando i lettori a un sano dibattito.

Il nostro nuovo collaboratore Saul Stucchi, già segnalato mesi fa per il suo blog Bel Paìs, lancia un dibattito sulla Terza Pagina.

Propongo che si apra il dibattito: secondo voi le pagine della cultura sono peggiorate o migliorate negli ultimi anni? A parer mio sono sensibilmente peggiorate. Cerco di spiegarmi. Innanzitutto noto che sempre maggior spazio viene dedicato a polemiche da bottega o di respiro poco più ampio; altro spazio prezioso viene poi speso per riferire di premi e riconoscimenti che fanno, anche qui, tanto Italietta provinciale. Aggiungo gli interventi, peraltro interessanti e acuti come quello di Salvatore Settis sull’edizione di oggi (ieri per chi legge), di esperti e “tecnici” che forse troverebbero migliore collocazione nelle pagine dei commenti.
Ci sono poi le recensioni di opere di collaboratori. Su questo punto continuo a concordare con quanto scritto anni fa da Beniamino Placido (di cui credo tantissimi di noi sentono la mancanza): molte testate straniere riservano ai lavori dei collaboratori uno spazio su un numero speciale pubblicato una volta all’anno (se non ricordo male, Placido citava Le Monde). Considerano infatti poco elegante recensire i lavori di questi ultimi, dando per scontato che esistono problemi di obiettività. Chi mai si permetterebbe di stroncare il libro di un autore che scrive per lo stesso giornale? In realtà una celebre firma di Repubblica un giorno mi ha raccontato un episodio significativo. Avendogli affidato la recensione del libro di un collega, il giornalista ne ha scritto quello che pensava veramente, in pratica stroncando l’opera (che pur ha goduto di buone recensioni su altre testate). Il caporedattore decise di non pubblicare la recensione per motivi di opportunità, anche perché l’autore del libro rivestiva (e riveste tutt’ora) un ruolo molto importante e ben visibile sull’edizione nazionale. Lo stesso caporedattore affidò la recensione a un altro redattore che svolse il compito affidatogli in modo “politicamente corretto”. Per lo stesso principio non nomino i nomi dei due giornalisti (recensore e recensito).
Tolti dunque i pezzi polemici, quelli encomiastici e le marchette, rimane alla fine poco – troppo poco, io credo – che valga la pena di essere letto. Confesso di avere la passione, da molti anni, di ritagliare gli articoli più interessanti. Ho notato che le pagine culturali finiscono sempre più spesso nel bidone della carta insieme al resto del giornale, mentre prima venivano almeno in parte salvate dall’oblio grazie a un paziente lavoro di forbice.
Ma ho detto fin troppo. Ora il dibattito, se volete, è aperto.
PS: ho controllato ora sul motore di ricerca dell’archivio. Il pezzo di Placido a cui facevo riferimento si può leggere qui.

mercoledì 19 novembre 2008

El avatar de Uribe

Avatar è una parola che ho incontrato più volte nella lettura del País. Significa "reincarnazione", mentre al plurale vuol dire "vicissitudini". Sarà per questa duplicità che non riesco a memorizzarla e tutte le volte mi viene in mente il mondo della realtà virtuale, tipo Second Life (di cui ignoro peraltro tutto e resto deciso a persistere in questa forma di ignoranza). Ho trovato avatar anche in questo commento di Bastenier, dedicato al presidente colombiano Uribe. Prendo nota anche del neologismo uribización. Ecco come lo spiega l'autore: "es la fe en un providencialismo personalizado capaz de sanar todos los males, el caudillismo milagrero administrado como curalotodo al cuerpo doliente de la patria; pero no hay atajos terapéuticos". Pare proprio che la Colombia sia messa male. Da che pulpito...

martedì 18 novembre 2008

Pan y tomate y Mantegna

Avendomi il raffreddore occluso un orecchio, ho pensato bene di liberarlo deglutendo qualcosa di più intrigante della saliva.
Mi sono allora preparato una rivisitazione di pan y tomate, una ricetta che Montalbán non aveva remore a definire rivoluzionaria. Nel frattempo mi abbandonavo a un altro dei miei piaceri solitari preferiti (no, non cadete nel malinteso: non mi riferivo all'esaminazione di denarii di Vespasiano!). Ho aperto infatti il plico speditomi da Feltrinelli, contenente Su Mantegna I di Giovanni Agosti. Parigi è dietro l'angolo e mi devo documentare sulla mostra al Louvre.
Manolo, quanto ci manchi...

lunedì 17 novembre 2008

Almuerzo con Mr Patchy

Piacevole pausa pranzo oggi, con Mr Patchy, nel celebre mozzarella-bar all'ultimo piano di un noto magazzino di fronte al Duomo (potrei dire Obikà alla Rinascente, ma non voglio fare della pubblicità gratuita). "Pausa" ovviamente per lui che ha qualcosa da fare prima e dopo, per la quale venir remunerato. Per un viveur in attesa di tempi migliori come me, invece, si è trattato di un almuerzo degno di finire su un post. Questo. Smentendo me stesso ho scartato la prima intenzione, quella di ordinare una mozzarella con prosciutto toscano, per tentare la carta del primo piatto del giorno: una pasta pasticciata che si è rivelata sufficientemente godibile. Peccato invece per il marocchino arrivato già freddo.
Abbiamo parlato di Londra, Parigi, Monaco e Zurigo; di quanto precocemente stiamo invecchiando; del futuro di ALIBI; di voli low-cost; di nonni che viziano i nipoti e della nostra inestinguibile ricerca di un posto al sole.
Giornata anche di sorprese, gradevoli e gradite. Intanto a Milano girano un sacco di fanciulle in fiore: sarà l'estate di San Martino. Poi ho ottenuto un colloquio col nuovo direttore di Diario, più facilmente del previsto. Infine ho incontrato un vecchio collega dei "bei" tempi andati e quello che rischia di diventare il mio prossimo capo. Se non ho capito male, mi ha proposto addirittura un'assunzione. Vedremo.
Intanto penso a Parigi e all'appartamento a due passi da Boulevard Saint-Michel. E mi torna in mente la mia prima lezione di francese. Ou est le metro Saint-Michel?

Belpaís insomne

Notte in gran parte insonne. Così alle 5 ero già al computer, a leggere in anteprima i fatti del giorno sul País. Ho riguardato anche il diario dei primi giorni del 2008 e le note che ho scritto allora mi paiono scritte oggi. Non è un bel segnale. Ma almeno ora ho internet e mi sono fatto una visione molto più chiara di come intendo uscire da questo tunnel che pare infinito. Con la speranza che la luce là in fondo non sia il solito Tir contromano...
, se puede

giovedì 13 novembre 2008

Sono un conservatore

Capiamoci: nel senso di abitudinario. Prendiamo il caso di oggi. Sono andato "al solito" posto e sedendomi mi sono detto: perché non provare un altro panino? Perché "appiattirmi" (ciao, Anto) sul solito Insolito, col rischio di perdermi chissà quali altre ghiottonerie? Allora ho chiesto all'affascinante cameriera - oggi con una notevole minigonna - di portarmi la lista dei panini. L'ho letta attentamente (o quasi al massimo del livello di attenzione che io riesco a mettere nella lettura di un menù) e poi ho scelto. A colpo sicuro: il solito Insolito. Tanto è vero che il barista mi ha anticipato: "con poca maionese, vero?". Ovviamente poi ne ha messa la solita quantità, per non rovinare il giusto equilibrio di sapori. Entro domani sera prevedo di completare la digestione.
Noterella socio-politica. Cercando un'immagine della mortadella su Google Immagini, ho visto che l'argomento ha come "ricerche correlate" il nome Prodi. Ho provato a fare la controprova, scrivendo mafioso, ma gli algoritmi di Google non sono poi così intelligenti come vogliono dipingerli. Tra i risultati si nota una procace Evelina Manna (non so chi sia) e il papa (Benedetto XVI, non Michele Greco) viene subito prima di Andreotti. Compare spesso Alberto Sordi, ma non il nome che mi sarei aspettato...

lunedì 10 novembre 2008

Basilea sfuma

Domani sarei dovuto partire per un viaggio di tre giorni a Basilea. Invece è tutto rimandato a data da destinarsi. Da una parte è un peccato, dall'altra ho più tempo per organizzare i mille impegni che mi assillano in questo periodo. E poi Parigi è dietro l'angolo...

sabato 8 novembre 2008

Il Belgio mi ama

Ho un ammiratore segreto in Belgio. Dalle statistiche noto infatti che un anonimo visitatore, o più anonimi visitatori, si soffermano su Belpais. Non riesco però a capire la città di residenza perché viene registrata con un enigmatico "not set". Allora mi è venuta un'idea assolutamente balzana: che sia un europarlamentare con sistema di navigazione protetto? Di sicuro la spiegazione sarà più banale e prosaica, ma non riesco a immaginarla.
PS: la bandiera col cuore è un'opera di Jacques de Selliers, omaggio a un paese che sta attraversando un momento particolarmente difficile, non solo dal punto di vista istituzionale.

venerdì 7 novembre 2008

Il solito Insolito

Sono giorni che ho i cabasisi che mi fumano come ciminiere. Ad abbassare la temperatura non hanno certo contribuito lo sciopero degli impiegati del comune e la chiusura temporanea dell'ufficio postale "per lavori Telecom". Adesso non ho tempo, ma vorrei una volta ragionare sull'utilità e soprattutto sulla modalità degli scioperi e approfondire il tema della sospensione del servizio. Alla fine, siamo cittadini o sudditi? Non vorrei avviare un discorso qualunquista/populista/conservatore, ma confesso che mi sono scassato i predetti cabasisi e ogni volta vivo con maggiore insofferenza l'interruzione a servizi che comunque pago, sotto forma di tasse.
Allora, per recuperare almeno un po' di serenità, mi sono fermato "al solito posto" per mangiare il solito Insolito: mortadella, zola e maionese (ne chiedo sempre poca, ma ne mettono sempre la medesima quantità, forse per non compromettere il perfetto equilibrio che dà vita a un panino digeribile in appena due giorni, mezzorata più mezzorata meno, direbbe Montalbano). Peccato che la cameriera indossasse i jeans e non una delle sue sensazionali minigonne.
Stasera proseguirò la dieta scacciapensieri con spaghetti ai frutti di mare. Ieri sera, rivedendo la registrazione dell'ultimo episodio di Montalbano, mi è venuta l'acquolina nel vedere quegli spaghi assaporati in riva al mare. Oggi il sole arride alla Brianza: non sarà la Sicilia, ma è quello che passa il convento (o il governo).

giovedì 6 novembre 2008

MJB e l'OdG

Ricordo ancora che l'ultima volta che sono passato dall'Ordine dei Giornalisti della Lombardia stavo ascoltando la versione di One cantata dagli U2 con Mary J. Blige. Stamattina sono tornato all'Odg e nelle cuffie sentivo Robin Thicke feauring MJB in Magic.
La magia non è bastata. Ma forse sono a una svolta.
Keep in touch, amigos.

mercoledì 5 novembre 2008

Yes, they can

Gli Stati Uniti aggiornano a questa pur inquieta fine del 2008 l'orologio della storia. Il nostro rimane invece fermo a un imbarazzante passato che non vuole passare. Ieri sera, nel bar di un hotel della Chinatown milanese, si discuteva delle elezioni americane col barman e una madame che ben conosce la Francia. Entrambi sottolineavano la differenza d'età tra i due candidati, preferendo di gran lunga lo spirito giovanile di Obama alla maturità di McCain. Al che io ho fatto notare che noi ci troviamo proprio in questa seconda situazione (ma molto peggio). Loro hanno risposto che in Italia è diverso.
Infatti in Italia parliamo del 4 novembre 1918, Dell'Utri critica l'antimafia, Andreotti ha un coccolone quando gli chiedono un parere sul futuro dei giovani (mai domanda fu più significativa) e una cattiva imitazione di Marcorè straparla di Bin Laden.
Oggi siamo tutti americani. Oggi anche Belpais.

martedì 4 novembre 2008

Confessione in duomo

Dopo un bel pranzo da Obikà, all'ultimo piano della Rinascente, sono andato a confessarmi in Duomo. Confessione laica, intendo, ma non meno sincera. Ho trovato orecchie disponibili all'ascolto e questa chiacchierata sicuramente mi rimarrà impressa nella memoria.
Merci

lunedì 3 novembre 2008

L'ora della storia

C'è qualcosa che non quadra. In troppi hanno le lancette dell'orologio ferme a un'altra epoca. Leggevo qualche giorno fa le dichiarazioni contro i matrimoni gay della regina madre di Spagna, Sofia. Che una donna di settant'anni esprima considerazioni personali conservatrici e decisamente arretrate è anche accettabile. Meno, credo, che un paese europeo tornato da decenni alla democrazia viva ancora in un regime costituzionale monarchico. Siamo alla fine del 2008, ragazzi.
Certo, poi vedo in giro (tipo in un baretto insospettabile) il calendario 2009 del Duce, con tanto di indicazione dell'era fascista aggiornata, come se il 25 aprile non fosse mai esistito, e mi viene il voltastomaco. Mi dà pure fastidio mettere quest'immagine sul mio blog. L'unico modo sostenibile è pubblicarla a testa in giù.
Da storico non dovrei dimenticare che la storia non procede secondo un piano prestabilito verso magnifiche sorti e progressive e guardare con più distacco alla realtà di questi tempi. Che non è tutta da buttare, in fondo, se un candidato di colore (come si diceva un tempo) ha ottime possibilità di essere il nuovo presidente degli Stati Uniti. Alla faccia di un mondo rimasto ancorato al Vietnam, di madri novantaseienni estratte dal sarcofago e di cultori del localismo coi calzettoni a pon pon e zoccoli di legno.
Tra due mesi è il 2009. Dopo Cristo, per chi non si sia ancora accorto.

venerdì 31 ottobre 2008

Avanti, c'è post...

Questo è il post numero di 100 pubblicato su Belpais. Lo festeggio insieme a voi, miei lettori assidui o di passaggio, sparsi un po' per tutta Italia (con una curiosa assenza lungo il crinale meridionale degli Appennini).

giovedì 30 ottobre 2008

Il pacco di Bellini

La qualità di un editore si valuta anche da dettagli "minori", come l'incartamento del plico con cui spedisce i libri ai giornalisti. Da questo punto di vista - ma non solo - Abscondita merita il mio elogio. Ricevere uno dei suoi pacchetti tanto elegantemente confezionati è un vero piacere.
Nella foto il plico contenente la monografia di Fry dedicata a Giovanni Bellini. La recensione apparirà su ALIBI.

mercoledì 29 ottobre 2008

Una mano di vernice

Ci voleva proprio una bella mano di bianco. Per iniziare una nuova vita è necessario predisporre al meglio tutte le cose e non si poteva lasciare le pareti in quello stato. Ci ha pensato mio suocero a imbiancare, io mi sono limitato a dargli una mano. La destra. La sinistra, come vedete, ha ancora il cerotto, ma i punti non ci sono più.
Poco fa mi ha chiamato Jac per dirmi che per tutto novembre posso "riposare", in attesa che il nuovo capo si faccia un'idea di come intende procedere.

martedì 28 ottobre 2008

Gli esami non finiscono mai

In queste settimane la scuola occupa le prime pagine dei giornali e interessa milioni di famiglie, compresa la mia (nella versione asilo). Oggi però un fatto "marginale" - ma forse esistono solo fatti marginali, o al contrario non esistono fatti marginali - ha fatto riemergere dal passato la mia scuola, ovvero lo Zucchi.
Frequento ancora alcuni compagni di classe e addirittura un ex professore, senza dover ricorrere a Facebook (a cui dedicherò un post a breve). Questo post però è dedicato a un ex compagno (condiscepolo, voleva che dicessimo il terribile professore di greco) che è tornato a farsi vivo , anche se indirettamente.
La foto, infine, è un monito alla nuova generazione di liceali: studiate, ragazzi, se non volete finire come il sottoscritto! Erano gli ultimi anni Ottanta, giravamo coi gins col risvolto, le calze di spugna e la camicia aperta sopra la maglietta. Seduti sui gradini dello Zucchi ripassavamo latino in vista dell'esame di ripetizione.
Per la cronaca io ho poi preso sette.

lunedì 27 ottobre 2008

Nuevo sueño americano

Barack Obama chiede il sostegno delle comunità ispaniche per vincere la corsa alla Casa Bianca. Per affinità elettive BelPais non ha difficoltà a schierarsi dalla parte del candidato democratico. Si tratterebbe, ovviamente, di una presa di posizione di bandiera, se non fosse che nella cassetta della posta è arrivata una scheda elettorale inviata dalla Contea di Cobb, nello stato della Georgia. La tentazione di approfittarne, barrando il nome di Obama, è stata forte, ma il senso civico ha prevalso: stamattina ho consegnato a un'incredula impiegata delle Poste la curiosa missiva giunta a noi chissà per quale equivoco.
Qui sotto la localizzazione della Contea di Cobb, GA.