lunedì 15 novembre 2010

Grandi biografie, grandi cappellate

Ieri mattina ho svaligiato la mia edicola. Per la modica cifra di 34 euro abbondanti ho comprato il classico saggio sulla Rivoluzione Francese di Furet, una monografia sull'esercito spartano e i quotidiani La Repubblica e il Sole 24 Ore. Non ho saputo resistere nemmeno davanti alla biografia di Federico II della medievista Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, riedita dal Sole 24 Ore. Il grafico sarà rimasto tramortito dal wertmülleriano nome dell'autrice, sta di fatto che si è menato via e ha piazzato in copertina il celebre ritratto federiciano di Piero della Francesca. Peccato che il pittore di Sansepolcro abbia raffigurato Federico da Montefeltro e non lo svevo Federico II.

mercoledì 10 novembre 2010

Yes, (i)MacBook

È stata dura. Ho dovuto pazientare. E pazientare. E pazientare. E avere pazienza. E aspettare. E attendere. E pazientare. E aspettare. Poi finalmente il mio MacBook è arrivato. Poco importa che non sia nuovo né tantomeno mio. L'importante è che sia arrivato.

martedì 9 novembre 2010

In ginocchio mai! Evviva la riga!

Ha ragione Lui: i giornali sono tutti in mano ai comunisti! Solo un titolista comunista può scrivere "Veneto in ginocchio, arriva Berlusconi". Altro che Benigni e Dario Fo! Altro che Mourinho e zero tituli! Altro che Bartezzaghi e Vauro! Qui siamo all'apoteosi dell'ironia (consapevole o meno...) strizzata in una riga.

Le icone del Cardinale

Il Cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, ha deciso di mettere all'asta alcune delle sue icone a favore del fondo Famiglia-Lavoro destinato a chi ha perso il posto di lavoro. Iniziativa benemerita e lodevole, ma spero tanto che le icone non siano queste! Tra parentesi noto che ci sono quelle dello scrittore e dell'editor, ma non quella del blogger: censura o ritardo culturale? :-)

Stanlio e Ollio in salsa veneta

Come si dice "siamo alle comiche" in veneto? Non lo so e non mi interessa (ma questo l'ho già detto ieri). Leggo questa ultim'ora sul sito del Corriere della Sera e non so se piangere o ridere. Lui e il suo amico Tremonti non ci potevano pensare prima? Hanno la stessa tempestività del ministro Bondi. Il programma prevede sopralluoghi a disastro avvenuto e mance per sopire chi grida di più, in attesa che torni il sole e gli Italiani (compresi i Veneti) si dimentichino di vivere sull'orlo di un vulcano o in una zona sismica o accanto a un fiume pronto a straripare alla prossima pioggia... Ma la domanda rimane quella di sempre: sono più responsabili loro o noi (voi!) che li abbiamo eletti?

lunedì 8 novembre 2010

Due euri per il Veneto?

Come si dice chiagnere e fottere in veneto? Non lo so e non mi interessa. L'Italia - mitico Nord-Est compreso - si sta squagliando per dissesto idrogeologico a cui la classe dirigente non sa opporre altro che lamentele e promesse di un futuro radioso (all'ombra del sole delle Alpi?). Ho appena visto un servizio del Tg de La7 in cui il primo cittadino di uno dei centri più colpiti dall'alluvione, ex parà della Folgore, diceva che anche lui che per tutta la vita è stato contrario agli scioperi era pronto allo sciopero. Mi viene da pensare che se avesse aderito a qualche sciopero nella sua vita, magari non staremmo assistendo a questo sfaldamento. Forse non erano messi in discussione i suoi diritti (o i suoi privilegi)... Da parte mia provo maggiore vicinanza per la lotta che stanno portando avanti gli immigrati bresciani appollaiati sulla gru. Mentre sotto di loro la polizia non ha trovato niente di meglio da fare che caricare il presidio radunatosi in loro sostegno.

Nespresso, what else?

In largo anticipo su Natale e indipendentemente dal fascino di George (sono più sensibile a quello di Elisabetta...) la macchinetta del caffè Nespresso è entratata a far parte del mobilio di casa. Dico mobilio perché MM l'ha piazzata in bella vista su una delle librerie del soggiorno, dopo averla inaugurata sul piano della cucina (vedi foto). Il primo gusto che ho provato, in onore delle Fiandre, è stato il Vivalto Lungo... :-)

domenica 7 novembre 2010

Yes, we can

La Bastiglia rasa al suolo e il Palazzo d'Inverno cannonneggiato (o meno) dall'Aurora ci insegnano che ogni tanto possiamo sederci a tavola senza essere invitati. Quelli seduti, infatti, non mostrano grande interesse a cambiar di posizione e raramente (cioè mai) si alzano dal posto di propria spontanea volontà. E invece una società può dirsi sana soltanto quando poggia su un turn over costante e completo. Intanto vi faccio gli auguri di un felice 7 novembre.

sabato 6 novembre 2010

Che bella foca!

Non fatevi illusioni: sono il primo a riconoscere che non si vive di sola cultura. Certo, di questi tempi sarebbe il caso di alzare un pochino il livello. Paulo maiora canamus, per dirla con Virgilio. Ci sono però occasioni in cui la situazione richiede una macchina fotografica a portata di mano e una citazione cinematografica ad hoc.

Stop & Go

Periodo intenso, tra viaggi, lavori (plurale), appuntamenti e incontri. A volte mi sembra che i vari tasselli si stiano componendo in un disegno più o meno chiaro, altre mi pare invece che tutto proceda alla cazzilla. Leggo meno di quanto vorrei, scrivo meno di quanto dovrei e parlo molto più di quanto sia mia abitudine. Certamente il cambiamento è imposto dalla direzione che stanno prendendo i miei lavori, tuttavia registro un mio sempre maggiore fastidio verso l'istituto della chiacchiera. A fine giornata mi domando cosa resti di tutte quelle parole dette e ascoltate e spesso la risposta è deludente. La piramide di Cheope e il Colosseo non sono stati costruiti (solo) con le chiacchiere. Dunque è il caso di rimboccarsi le maniche e centellinare le parole.

martedì 2 novembre 2010

Aperitivo veronese

Sono in una "cantina" a Verona a mangiare qualche crostino, accompagnato da mezzo bicchiere di Barbera. Devo tirare le 20.45 per assistere alla prima della Trilogia della villeggiatura di Goldoni con Toni Servillo. Tre ore di spettacolo... Speriamo sia bello come dicono!

mercoledì 27 ottobre 2010

Sdraiato sui gioielli di Napoleone

Io sono qui, in questa camera del Park Inn di Anversa. E qualche piano sotto di me, c'è il Museo dei diamanti, che in queste settimane ospita la mostra "Per la gloria dell'Impero" sui gioielli di Napoleone. La vedrò domani mattina subito dopo colazione. Poi nei prossimi giorni la recensirò su ALIBI. Buona notte!


- Postato da iPad

martedì 26 ottobre 2010

Il mio nome è legione

Pensavo di essere uno dei pochi e invece i dati rivelano che siamo in molti: quasi cinque milioni! A far che? Ad avere un secondo lavoro. L'articolo su City dice che è una "necessità dettata dalla crisi, che costringe sempre più lavoratori a fare i conti con la cronica mancanza di soldi". Nel mio caso specifico, invece, la motivazione è un'altra, molto più semplice: faccio un secondo lavoro perché nessuno mi paga il primo... E a dire il vero, non sono sicuro di rientrare in questa categoria. Più correttamente andrei rubricato sotto la voce "molteplici lavori". Il mio nome è legione perché siamo molti.

lunedì 25 ottobre 2010

Madamina, il catalogo è questo...

In questi giorni parlo spesso di cataloghi. Sarà perché sto visitando numerose mostre, in Italia e all'estero. Quando tutto va bene (cioè rare volte), il catalogo mi viene fornito spontaneamente dagli organizzatori, ovvero dal loro ufficio stampa: è un segnale che il volume viene riconosciuto come strumento di lavoro utile, se non indispensabile, per chi deve (vuole o pensa di) recensire quella mostra. Nella maggior parte delle occasioni, invece, devo richiederlo espressamente e magari sollecitarlo, con il rischio di sembrare importuno. Ho appena trascorso due giorni in Svizzera per visitare quattro mostre e sono arrivato a casa con altrettanti cataloghi, tanto che due di essi non sono riuscito a infilarli in valigia. La considero un'impresa semi-eroica, perché ero stato avvisato che sarebbe stato difficile ottenerli. E invece due addirittura mi sono stati proposti senza che li chiedessi (tra l'altro uno è in tedesco!), mentre quelli a cui tenevo di più ho dovuto un po' sudarmeli, anche perché, quando sono arrivato al dunque, ho scoperto che gli addetti stampa non avevano avvisato le rispettive librerie.
Parafrasando un detto che mi ha insegnato il mio babbo posso concludere: "non conta quanti cataloghi ottieni, ma da chi li ottieni".

domenica 24 ottobre 2010

Il mondo (della cultura) è piccolo

Ieri viaggiavo su un treno svizzero e leggevo un giornale inglese (il Financial Times). Nella rubrica delle lettere era ospitata la missiva di un lettore indiano che correggeva un particolare tutt'altro che secondario nella recensione dell'edizione inglese delle lettere di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ovvero la traduzione e il significato del celeberrimo passo del Gattopardo: "se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi".

ALIBI: La fauna dell'antico Egitto al Rietberg di Zurigo