Siamo quello che mangiamo, eh sì. Lo ricorda anche Ferran Adrià, il celebre chef del Bulli, in un articolo pubblicato sul País Semanal qualche domenica fa. Lo correda un servizio fotografico di Peter Menzel che ha girato il mondo per immortalare 80 diete differenti, da quella della modella americana che consuma 2.700 calorie al giorno, a quella del mercante di cammelli egiziano che ne consuma 3.200, esattamente 1.000 in meno del torero spagnolo: niente però a confronto delle 6.500 calorie al giorno del cacciatore di foche groenlandese, ovvero poco più di otto volte la dieta quotidiana di una pastora masai, che si ferma a 800. Tornato da teatro (ho visto il bel Doctor Frankenstein dei Cantieri Teatrali Koreja al Tieffe di Milano), ho mangiato un po' di pane con la bresaola mentre sfogliavo il servizio.
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mercoledì 8 dicembre 2010
Somos lo que comemos
Siamo quello che mangiamo, eh sì. Lo ricorda anche Ferran Adrià, il celebre chef del Bulli, in un articolo pubblicato sul País Semanal qualche domenica fa. Lo correda un servizio fotografico di Peter Menzel che ha girato il mondo per immortalare 80 diete differenti, da quella della modella americana che consuma 2.700 calorie al giorno, a quella del mercante di cammelli egiziano che ne consuma 3.200, esattamente 1.000 in meno del torero spagnolo: niente però a confronto delle 6.500 calorie al giorno del cacciatore di foche groenlandese, ovvero poco più di otto volte la dieta quotidiana di una pastora masai, che si ferma a 800. Tornato da teatro (ho visto il bel Doctor Frankenstein dei Cantieri Teatrali Koreja al Tieffe di Milano), ho mangiato un po' di pane con la bresaola mentre sfogliavo il servizio.martedì 2 novembre 2010
giovedì 3 settembre 2009
L'anima mia gustava di quel cibo
Volge al termine questa quasi-settimana a casa da solo e come sempre l'esperienza più ardita che mi sono concesso è stato cucinarmi i ravioli con la zucca (tolta la tetta vista a teatro, anzi tetàs, direbbe Cleopatràs, anche se tetàs verrebbe inteso come plurale e io ne ho vista una sola...).Allora la mia mente torna per qualche istante alla vacanza in Basilicata e si sofferma sull'unico piatto lucano che ci abbia dato una qualche soddisfazione: una semplicissima pasta al pomodoro fresco e basilico.
martedì 1 settembre 2009
Tanto ch'a questa non posso esser largo
Oggi è uno di quei giorni in cui si accavallano le cose e non si trova il tempo per far nulla. Ho una manciata di minuti per cenare e poi devo correre a Olgiate a vedere Cleopatras...
sabato 29 agosto 2009
E vei jausen lo joi qu'esper, denan
martedì 12 maggio 2009
Oro, porpora e caffè di lacrime
Tornando, mi sono fermato all'autogrill per un caffè. La barista mi sembrava un po' emozionata. Non faceva molto per nascondere le lacrime. Le ho chiesto se andasse tutto bene e la sua risposta è stata lapidaria: no! Ma non ha voluto aggiungere altro.
Vi confesso che il caffè che mi ha fatto non era granché. Le lacrime, si vede, non si addicono a questa bevanda.
Tra l'oro e la porpora di Bisanzio e il caffè alle lacrime, i miei giorni scorrono senza un'apparente ordine né finalità. La playlist del momento raccoglie parole e idee difficili da inanellare in una catena sensata: dolicocefalia, stella fenicia, ossessione turca, porfido egizio (confuso con i sanpietrini made in Brianza: anatema!), Divus Vespasianus, pica en Flandes, Tel Aviv - finestra sul Mediterraneo (con tanto di citazione montaliana), giro in treno per mezza Europa, isola dell'isola (Sant'Antioco, aspettaci!), ricette e medicine, vignette rispedite al mittente, tesori sommersi, kaiten-zushi e ricette per la felicità del rapporto di coppia (vi ricordate cosa dice Nicole Kidman alla fine di Eyes Wide Shut?), fregola e sardelle.
Pare il testo di una canzone di Rino Gaetano.
mercoledì 25 febbraio 2009
La febbre del teatro
In questi primi due mesi dell'anno sono stato a teatro diverse volte. Ho avuto il piacere di assistere, per esempio, a ben tre messe in scena di capolavori scespiriani: Romeo e Giulietta, Macbeth e Amleto.
Alla prima di ieri sera avevo la possibilità di invitare una seconda persona, ma non c'è stato verso di trovare l'accompagnatore. O meglio: l'accompagnatrice. Due amiche erano febbricitanti, mentre la mia dolce metà aveva tra le mani Ciccioriccio.
Peccato. Lazzareschi è stato uno splendido Amleto, tanto da meritarsi un paio di volte applausi a scena aperta. Suntuosi i costumi giapponesi scelti dal regista Carriglio, caravaggesche le luci.
Ma questo è Belpais, non ALIBI.
Alla prima di ieri sera avevo la possibilità di invitare una seconda persona, ma non c'è stato verso di trovare l'accompagnatore. O meglio: l'accompagnatrice. Due amiche erano febbricitanti, mentre la mia dolce metà aveva tra le mani Ciccioriccio.
Peccato. Lazzareschi è stato uno splendido Amleto, tanto da meritarsi un paio di volte applausi a scena aperta. Suntuosi i costumi giapponesi scelti dal regista Carriglio, caravaggesche le luci.
Ma questo è Belpais, non ALIBI.
domenica 23 novembre 2008
Il ballo della zizzania
Ieri sera abbiamo assistito a una performance di danza (ma non solo) al Théâtre du Lierre di Parigi. Prima dello spettacolo vero è proprio, nel risto-foyer del teatro, quattro ballerine si sono esibite in una curiosa forma di danza. Eccone un breve filmato.
venerdì 10 ottobre 2008
Fuori dalla cucina!
Grave errore quello di entrare inaspettati in una cucina: si osserva la preparazione dei piatti, si assiste alle discussioni tra i cuochi, si notano le carenze in dispensa, si ha la possibilità di valutare da vicino la qualità delle materie prime e la non sempre perfetta pulizia degli arnesi.Lo spettatore che assiste alle prove corre il rischio di rovinarsi lo spettacolo, non tanto perché viene meno l'effetto sorpresa, quanto perché intravede la persona sotto il personaggio. E quasi sempre è meglio il personaggio.
Meglio restare alla larga. L'ho capito oggi.
domenica 6 luglio 2008
Cus cusse e Giulio Cesare
Il mio figliolo non ha ancora capito che esistono parole terminanti in consonante. Così, per esempio, mi chiama Saule e dice cus cusse invece di "cus cus" (gli piace molto il cus cusse...). Ieri sera l'ho cucinato per lui e per le nostre due ospiti: l'avvocata e l'attrice in erba.
Abbiamo parlato dei rispettivi lavori, di ex compagni di classe, di come va la vita. Ma soprattutto di teatro. Ovviamente io ho ribadito la mia insaziabile passione per il Giulio Cesare, raccontando le varie occasioni in cui ho potuto assistere a una rappresentazione di questa tragedia di Shakespeare.
Qui sotto c'è un breve filmato della versione inscenata l'anno scorso ai Fori Imperiali.
Abbiamo parlato dei rispettivi lavori, di ex compagni di classe, di come va la vita. Ma soprattutto di teatro. Ovviamente io ho ribadito la mia insaziabile passione per il Giulio Cesare, raccontando le varie occasioni in cui ho potuto assistere a una rappresentazione di questa tragedia di Shakespeare.
Qui sotto c'è un breve filmato della versione inscenata l'anno scorso ai Fori Imperiali.
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