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venerdì 19 novembre 2010

Non è un paese per fighetti digitali

Dopo tanto vagabondare, sono tornato alle origini: dunque al Solito Insolito (ho già fissato in agenda il giorno in cui ne completerò la digestione: mercoledì prossimo, in tarda serata. D'altra parte si sa: le cose belle della vita o sono immorali, o fanno ingrassare o escono con qualcun altro. O appunto si digeriscono la settimana dopo...). Questa volta però avevo una freccia in più al mio arco. Il fido Blackberry, infatti, si accompagna ormai da tempo con l'iPad, strumento di lavoro - certo - ma anche innegabilmente motus symbol dei fighetti digitali sempre connessi a internet. Sempre connessi a internet dove internet c'è, ovviamente. Da una ricerca fresca fresca risulta che gli Italiani hanno fatto incetta di iPad e fratelli, che però tengono a casa perché la rete wi-fi è ampia ancora come una pozzanghera (non di quelle di Mezzago, però). Ma questa è la parte meno grave! Io che ho preso la versione 3G, riesco a utilizzarlo meno di quanto vorrei. Tanto per dire: al bar dove ho pranzato oggi, in centro a Vimercate, la copertura di Vodafone è nulla. È inutile fare i fighetti digitali in assenza di segnale... Altro che Pedemontana, dateci la copertura 3G!!!

Non è NEMMENO un paese per viaggiatori

mercoledì 29 settembre 2010

Hago hueco en mi agenda

Trovare un buco nella mia agenda è sempre più complicato: sembro quasi un giornalista vero, sempre in giro per il mondo sulle tracce di notizie e scoop. Invece sono un bloguero profesional che fa un altro paio (almeno) di lavori, tra cui - appunto - quello del periodista (a gratis). In questi giorni sto riempiendo, non senza un certo piacere devo dire, le caselle di ottobre e anche per novembre ho già degli appuntamenti, tanto che cominciano a verificarsi problemi di sovrapposizione che mi costringeranno a scegliere. Tutto questo, immagino, vi interesserà punto o niente. Magari però vi incuriosirà il fatto che pur avendo il BlackBerry e l'iPad, mi segno tutto su un foglio volante come quando andavo in giro senza il cellulare.

giovedì 8 luglio 2010

Yes, iPad

Quasi un anno e mezzo dopo l'acquisto dell'iMac (leggi qui) e il giorno dopo la sostituzione del disco fisso che mi ha precocemente abbandonato, è arrivato tra noi il nuovo iPad 3G. Il tripudio è leggermente frenato da un dubbio amletico: "ma a cosa mi servirà esattamente?". Ai bloggers l'ardua sentenza.

venerdì 2 luglio 2010

L'uomo con la pochette

La borsa da uomo è sdoganata ormai da anni (ricordo una puntata di Friends in cui venivano affrontati gli ultimi pregiudizi sul tema. Io comunque aspetto l'arrivo dell'iPad prima di compiere l'insano gesto). Tutt'altro discorso andrebbe invece fatto attorno alla pochette da bagno. Da qualche giorno sono costretto ad andare ai servizi con una bustina blu piuttosto anonima ma che non passa proprio inosservata. Spero che le mie colleghe non pensino che devo cambiare l'assorbente o sistemare il trucco...

venerdì 18 giugno 2010

Fichi fichi sull'iPad

Capita a tutti di sbagliare, anche ai blogger professionisti (quanti saremo, mi domando...). L'importante è riconoscere l'errore e fare ammenda. Certo che se l'ammenda ti costa seicento euri e pesa settecento grammi, il passo va ponderato con estrema attenzione. E a che pro, poi? Per vedere filmati come Fichi fichi sulla Est??
PS: sappiate, per inciso, che il succitato filmato ha già abbondantemente superato le 300 visualizzazioni su YouTube. I tempi sono maturi: l'Apocalisse è prossima...


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giovedì 3 giugno 2010

Quiero un país de blogueros

Sono tra i pochi (ma così pochi?) che credono artificiosamente pompato il dibattito sopra l'iPad, l'ultima creatura di Steve Jobs e soprattutto artificiosamente pompata la discussione attorno alla effettiva utilità della tavoletta. Non mi stupirei se il gingillo, scemata la fase iniziale di isterismo di massa, venisse venduto in volumi più contenuti di quelli sperati e pianificati dalla Apple. Ma fin qui si tratta di cazzeggio.
Devo dire che mi convincono ancora meno le parole di Jobs riportate oggi dal País. Il Signore della Mela si dice d'accordo con Murdoch e prevede un futuro in cui gli internauti pagheranno poco - ma pagheranno - per accedere alle notizie, proprio come hanno iniziato a fare per la musica. Per ovvie ragioni dovrei felicitarmi di queste rosea profezia e augurarmi che si avveri, ma temo che Jobs (e prima di lui Murdoch) confonda il futuro con l'aspettativa (legittima, ci mancherebbe). E quel che è peggio, credo che lo faccia consapevolmente. Insomma: ce sta a provà.

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