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sabato 19 settembre 2009

Forse la mia parola par troppo osa

Ho appena letto su Babelia un bell'elzeviro di Antonio Muñoz Molina, dedicato al mondo ormai pressoché scomparso della corrispondenza cartacea. L'autore racconta la sensazione di incertezza e sdoppiamento che provava da giovane quando lavorava in un ufficio e muoveva i primi passi nel mondo della letteratura. Parla della Morgan Library di New York dove sono esposti manoscritti e lettere di scrittori e artisti del calibro di Oscar Wilde, Hemingway, Degas e Van Gogh. Mi ha fatto tornare in mente Vergine Madre di Lucilla Giagnoni, perché anche l'attrice toscana parla dei tesori di questa biblioteca durante lo spettacolo. Mi sono ricordato anche di uno dei racconti pubblicati nel bel libretto Scrittori à la carte. Si intitola Fagottini di formaggio ai frutti di mare e salsa di zafferano (alla maniera di Paolo Maccioni). In realtà quest'ultimo parla della Public Library, non della Morgan. Ma l'ambiente nuiorchese è lo stesso. Cita anche due versi di una poesia di García Lorca:
No hay dolor en la voz. Solo existen los dientes,
pero dientes que callarán aislados por el rasgo negro.

Non c'è dolore nella voce. Solo esistono i denti,
ma denti che taceranno isolati dal raso nero.

giovedì 10 settembre 2009

Ritrovar puoi il gran duca de' Greci

Pensavo di dedicare questo post ai Cristiani che si muovono con estrema leggerezza (qualcuno che ricordi le radici morali giudaico-cristiane dell'Europa per una volta a proposito, magari?!), a quelli che si agitano come penna ad ogne vento, a quelli convinti (sicuri) ch'ogne acqua li lavi. Ma poi mi sono detto che dopo dieci ore di lavoro, un'ora di traffico e di imbecilli che non sanno guidare, non era il caso di aggiungere nero al mio umore plumbeo. Così sono andato in cerca di bellezza. E per me bellezza significa antico. Quello che l'antichità ci ha lasciato è oro rispetto alla mediocrità dell'età contemporanea.
La antigüedad es un país inmenso separado del nuestro por un largo intervalo de tiempo, escribía D’Harcanville a finales del siglo XVIII en su prólogo a los volúmenes para la colección de Sir William Hamilton...
Così inizia il pezzo di Estrella de Diego su Babelia di sabato scorso. L'immagine ritrae il nuovo Museo dell'Acropoli di Atene. E il mio pensiero non ha avuto bisogno di altri sproni per cavalcare libero verso la Grecia.